Ragazze Acidelle (Aka, il Girl Power nel “B”)

Sesso debole un cavolo! Il cinema è pieno di donne con le palle. Che agiscano per sfizio, vendetta o necessità, sono delle signorine che è meglio non infastidire, pena una ritorsione da antologia del cinema. A seguire, una decina di ragazze nate – o diventate – maledettamente “sour”.

10) THE BRIDE (KIll Bill) – Nell’epopea vendicativa di Tarantino la Sposa in tuta gialla ridefinisce il concetto di spietatezza in un bagno di sangue tra pulp, arti marziali e stile “cartoonish”. Uma Thurman con lama e sguardo affilati e una forza di volontà più grande anche della delirante immaginazione del regista. In un doppio (presto triplo) film dove sono le donne a picchiare duro, la Sposa non è solo quella che temiamo di più, ma è anche quella per cui tifiamo.

9) F (Marebito) – Il sottovalutato gioiellino di Takashi Shimizu andrebbe recuperato per molti motivi. Uno di questi è la conturbante protagonista femminile, enigmatico e muto flagello assetato di sangue. Salvata dalle catene, schiavizza il proprio salvatore. La rappresentazione più perversa dell’emancipazione femminile e la dimostrazione che quel volpone di Ferradini aveva ragione.

 

8) HAYLEY (Hard Candy) – Avete presente Ellen Page? La ricorderete nei panni della precoce ed impertinente Juno, nell’omonimo (e meraviglioso) film di Reitman Jr. Oppure, se dotati di ottimo fiuto horror, la ricondurrete al bellissimo e sadico Hard Candy, film passato ingiustamente in sordina e arrivato in largo ritardo nel mercato dell’homevideo italiano. In quest’ultimo caso saprete che il musetto adolescenziale di Ellen non è altro che apparenza. Adescata sul web da un uomo adulto, Hayley non si concede e anzi dà una lezione indimenticabile a tutti i porci là fuori, facendo rabbrividire (in particolare attraverso una vivida scena “chirurgica”) ogni singolo ometto alla visione. Zac!

 

7) LAURIE STRODE (Halloween) – Oggi Laurie se la caverebbe con regolare denuncia di stalking. Ma nel 1978, quando Carpenter le affibbiò le eccessive attenzioni del famigerato Michael Myers, la timida ed inibita studentessa di Haddonfield (interpretata dalla superba Jamie Lee Curtis) non aveva altra scelta che barricarsi in casa e mostrare nervi saldi. Eppure nel corso della lunghissima saga di Ognissanti la spunta quasi sempre lei, con grazia e senza coltellacci. Come si addice a una ragazza di classe.

 

6) CHERRY DARLING (Grindhouse – Planet Terror) – Una stripper con una gamba sola non vale granchè, ma potrebbe rappresentare un importante diversivo durante il proliferare di un’invasione di simil-zombie. Soprattutto se al posto di un’innocua protesi le si innesta un maestoso lanciagranate. In quel caso il dolce visino di Rose McGowan diventa un manifesto di guerra. Il compagno Rodriguez dirige e un po’ sogna amplessi militarizzati. Cherry, letteralmente sul “piede di guerra”, rade al suolo gli infetti. Quel che si chiama far di necessità virtù.

 

5) LUCIE & ANNA (Martyrs) – Lucie irrompe nella casa dei suoi ex aguzzini brandendo un fucile e in pochi minuti azzera l’allegra famigliola. E’ il minimo, considerato quello che ha passato nella sua prigionia. Ma è poca roba in confronto a quello che subirà Anna, sua amica ed accompagnatrice nella missione vendicativa. Le cose sono più complicate di quanto sembri, per le due fanciulle e per chi guarda. Martyrs fa la storia dell’horror moderno, le due protagoniste si passano il testimone della più brutale tortura a memoria di cinefilo. Opponendo però stoica resistenza.

 

4) JENNIFER (Non Violentate Jennifer) – La bella scrittrice protagonista del film di Meir Zarchi ha tutte le ragioni per essere incazzata. Stuprata, picchiata e dileggiata lungamente da quattro balordi, viene creduta morta e abbandonata. Invece Jennifer si ricompone e architetta una vendetta che detta le tavole della legge del “rape & revenge”. Senza batter ciglio.

 

3) ELLEN RIPLEY (Alien saga) – Nemmeno al chierichetto più ingenuo potrebbero sfuggire i connotati falliformi della creatura più terrificante della storia del cinema. Basti conoscerne il creatore (il perverso artista svizzero H.R. Giger) e alcune primordiali idee di sceneggiatura (Ripley sarebbe dovuta essere nuda per buona parte del film) per capire che il mitico luogotenente in canottiera bianca avrebbe avuto vita difficile in più sensi. Eppure la grintosa opposizione dell’eroina fantascientifica regge l’urto e la Weaver diventa icona cazzuta tanto quanto il mostro bavoso. In un futuro indefinito, ecco la parità dei sessi!

 

2) VARLA (Faster, Pussycat! Kill! KIll!) – Decolleté XXL e guida da tamarra di quartiere. La sexy spogliarellista interpretata da Tura Satana nel capolavoro di Russ Meyer potrebbe essere il sogno dei coatti di tutto il mondo. Peccato per quel suo lato un po’ efferato che smorza la poesia.  E’ lei il simbolo immortale di un film dove la crudeltà è donna, più forte della misoginia dei pochi ometti che tentano di fermare Varla e colleghe. Meyer deve aver avuto delle babysitter terribili. E con tette enormi.

 

1) ASAMI (Audition) – Aoyama, vedovo di mezza età, organizza una finta audizione cinematografica per trovar moglie. Troverà e sceglierà l’enigmatica Asami, taciturna e segnata dalla vita quel tanto che basta per suscitare piena empatia per tre quarti del film. Il resto è sangue e sofferenza. Takashi Miike, il regista di Audition, culla la violenza come fosse la sua adorata figlioletta. Una figlioletta “pungente” e malvagia come Asami. E come il film, stupefacente dall’inizio alla fine.

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