DAGHERORRORTIPI: First Sequence

Ogni anno, nel mondo, vengono prodotti centinaia di film dell’orrore. Con i criteri più bizzarri, alcuni di essi giungono nelle nostre sale.
Ogni anno, in Italia, milioni di spettatori si riversano a vederli. Con i moventi più bizzarri, alcuni di essi si distinguono, nelle nostre sale.

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Ecco le CATEGORIE più numerose e pittoresche

LA COPPIETTA SPROVVEDUTA: Lui viene da trascorsi di Fast & Furious e cinepanettoni. Dell’horror è pressoché un neofita e anche se non lo direbbe mai ai suoi amichetti tamarri, i film dell’orrore lo terrorizzano. Lei pensa che, in casi estremi, lui la tranquillizzerà e rassicurerà. Dopo venti minuti lui è bianco come il papa, lei verde come Slimer. Per tutelare l’onore lui dirà “che film del cazzo” e trascinerà la tipa verso la più vicina camporella. Lei, dopo una (s)boccata d’aria, si riprenderà. La volta successiva andranno a vedere Cars2 e lui dispenserà coraggio: “tranquilla amore, ti difendo io da Cricchetto”.

LA COPPIETTA ARRAPATA: Escono insieme da poco, troppo poco per saltare il romanticismo e passare direttamente dalla tavola al divano e dal divano a letto. Allora scelgono il cinema e un film dell’orrore, convinti che qualche brivido possa rilasciare adrenalina e giovare alle pratiche che seguiranno. Una volta constatato che la visione non aiuta a creare l’atmosfera, iniziano a pomiciare in maniera spinta senza badare allo schermo e ai vicini di poltroncina. Se non ci scappa la sveltina al bagno dell’Uci (pratica certificata), il film terminerà e lui esclamerà l’ormai ricorrente “che film del cazzo!” prima di tornare a casa a fare quello che, sostanzialmente, avrebbe potuto ottenere senza spendere i soldi di biglietti, popcorn  (senza fondo bucato) e bibitona (tot.: 28,50 €).Image

LO STRONCATORE: A volte solo, a volte con amico/i molto meno interessato/i di lui. Dell’horror si considera un esperto (più o meno legittimamente). Già venti minuti prima dei trailer ha virtualmente affossato il film, facendo riferimento ai prevedibili plagi rispetto ai capolavori del passato. Scuote la testa ad ogni scena perché sa già cosa succederà e “sostanzialmente è presa pari pari da quel film di Fulci del 1976”. A mezzanotte il film finisce, a mezzanotte e cinque ha già postato su mezzo web il proprio disappunto, condito da una parure di “Lo sapevo” e di “Ve l’avevo detto”.

LE LOLLIPOP: Gruppetto di ragazzine che va dalle tre alle centocinquanta unità. Si accusano a vicenda di aver scelto quel film, troppo pauroso e senza Robert Pattinson. Hanno paura anche della pubblicità del superenalotto proiettata tra un trailer e l’altro. Sobbalzano, urlano e continuano ad accusarsi. Dopo mezzora sono tutte ai rispettivi iphone. “Le mie amiche sono proprio delle pazze”.Image

QUELLI CON LA TESSERA DELLA “3”: Il meccanismo è semplice. Hanno i biglietti gratis, ma il film lo decide la cassiera. E se c’è solo “Violentatori Maniacissimi 4” ci vanno ugualmente sperando che sotto sotto sia roba intellettuale alla Truffaut. “Si, ma tanto era gratis”.

I SANGUINARI: Alla faccia della cultura cinematografica, l’importante è che ballonzolino tette e fuoriescano organi interni. La goduria cresce a ogni spruzzo di globuli rossi, chissenefotte della trama. Dello splatter si ritengono esperti, ma se li chiami Figli Di Troma si sentono offesi e ti picchiano. Spesso adolescenti butterati, se fra loro c’è qualche ragazza il pavoneggiamento si moltiplica e vantano visioni fantascientifiche di film truculenti, in realtà mai esistiti. Hanno il pigiamino di Spongebob, ma non lo dicono in giro.Image

I CAPRI ESPIATORI: Sono amici impressionabili di horror-fans. Una tantum si prestano al ruolo di accompagnatori, in nome del valore amicale. A vedere roba che “tranquillo, è un film leggero”. Nel migliore dei casi l’amicizia finirà dopo la visione, nel peggiore l’amicizia si consoliderà nei bagni del cinema, dove il capro espiatorio vomiterà i precedenti pasti. A proposito, Davide, mi dispiace per quella volta di Saw2. Queste righe sono dedicate a te e all’addetto del cinema che cercò di rincuorarti proponendoti di vedere King Kong gratis.

Diesis: un corto del quale prendere nota

“Ora so come fermare il tempo. Una fotografia…”, sono le prime parole di Diesis, cortometraggio diretto da Simone Chiesa e Roberto Albanesi, due tra le menti più diabolicamente proficue della “New Old Story” di Casalpusterlengo. Tratto dal racconto “Scatti Senz’Anima” di Luca Zibra, Diesis è un lavoro maturo e diametralmente opposto all’ultimo corto sfornato dal duo (Happy Birthday), incentrato sulla psiche e le proprie fallacie piuttosto che sui globuli rossi.
Una stanza cupa ed un uomo diviso fra il proprio pianoforte, la reflex che può forse fermare il tempo e la donna amata.

A scandire pensieri, deliri ed ossessioni c’è la voce avvolgente di Giorgio Melazzi (attore e doppiatore di lusso, troppo curriculum perché si possa riassumere in una parentesi), ad accompagnarla musiche ipnotiche e suggestive.

Rispetto ai precedenti lavori degli autori il versante “appassionato” rimane solido, quello tecnico migliora e si affina (anche grazie alla vivida fotografia di Davide Cazzulani), concretizzandosi in un prodotto senza punti deboli che alla stregua di una fotografia – proprio come si diceva all’inizio – ferma il tempo per i suoi undici minuti, in un’atmosfera torbida e nera come la pece.

E pensare che odio la voce narrante. Ma quando tutto torna, i gusti personali stanno a zero. Chapeau!