Diesis: un corto del quale prendere nota

“Ora so come fermare il tempo. Una fotografia…”, sono le prime parole di Diesis, cortometraggio diretto da Simone Chiesa e Roberto Albanesi, due tra le menti più diabolicamente proficue della “New Old Story” di Casalpusterlengo. Tratto dal racconto “Scatti Senz’Anima” di Luca Zibra, Diesis è un lavoro maturo e diametralmente opposto all’ultimo corto sfornato dal duo (Happy Birthday), incentrato sulla psiche e le proprie fallacie piuttosto che sui globuli rossi.
Una stanza cupa ed un uomo diviso fra il proprio pianoforte, la reflex che può forse fermare il tempo e la donna amata.

A scandire pensieri, deliri ed ossessioni c’è la voce avvolgente di Giorgio Melazzi (attore e doppiatore di lusso, troppo curriculum perché si possa riassumere in una parentesi), ad accompagnarla musiche ipnotiche e suggestive.

Rispetto ai precedenti lavori degli autori il versante “appassionato” rimane solido, quello tecnico migliora e si affina (anche grazie alla vivida fotografia di Davide Cazzulani), concretizzandosi in un prodotto senza punti deboli che alla stregua di una fotografia – proprio come si diceva all’inizio – ferma il tempo per i suoi undici minuti, in un’atmosfera torbida e nera come la pece.

E pensare che odio la voce narrante. Ma quando tutto torna, i gusti personali stanno a zero. Chapeau!

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