Quella Casa Nel Bosco

tratto dal sito The Reign Of Horror (www.alexvisani.com), un personale tributo al film dell’orrore più geniale e creativo degli ultimi tempi, prevedibilmente ignorato dalla massa.

QUELLA CASA NEL BOSCO (THE CABIN IN THE WOODS) di Drew Goddard

ImageGli ingredienti c’erano tutti: un titolo familiare e un po’ generico, una scrittura sapiente (Drew Goddard, già sceneggiatore di Cloverfield) e una locandina enigmatica e suggestiva.

Nonostante la lunga gestazione – girato nel 2009, conteso tra il tre e il duedì (fortunatamente l’ha spuntata quest’ultimo) e distribuito soltanto quest’anno – Quella Casa Nel Bosco si profilava come il classico titolo con allegata l’etichetta, talvolta scomoda, di “next big thing” del cinema horror.
Gigantesche aspettative, raffica dirumours e congetture sulla sinossi di un film che al di là del nome pareva troppo autoriale ed ambizioso per essere un banale ricalco dell’horror boschivo à la Raimi.
Eppure il film diretto da Goddard (e scritto con il versatile sceneggiatore Josh Whedon, The Avengers, Buffy, Toy Story) nella prima mezzora sembra proprio un remake di Evil Dead, con un canonico quintetto giovane e vizioso che parte per il weekend che sarà “il più bello della nostra vita” verso una catapecchia immersa nel bosco di un’America allo stato brado.
C’è la ragazza promiscua che si accoppia con l’atleta (Chris Hemsworth, Thor, The Avengers), lo sballato (Fran Kranz, The Village) e il secchione sensibile che farà breccia nel cuore dell’ultimo e più meditabondo membro della comitiva, vale a dire la verginella (Kristen Connolly, E Venne Il Giorno).
Dopo un incontro ravvicinato con l’altrettanto proverbiale redneck alla pompa di benzina, i cinque arrivano al cottage che li ospiterà: manco a dirlo la baracca cade a pezzi ed è munita di uno scantinato che più lugubre non si può, che puzza di muffa e – soprattutto – di già visto: ma proprio lì il destino dei protagonisti viene segnato da un meccanismo oscuro ed imprevedibile: qui il film vira bruscamente, calano le tenebre e degli zombies circondano la casetta e si mangiucchiano un po’ di ospiti. Prima Raimi, ora Romero… che altro? No, le cose sono molto più contorte e terrificanti di quanto sembri, la verità è un orrore che cresce esponenzialmente, così come il ritmo e la qualità del film, puro capolavoro moderno del genere, che non tradisce le attese ma addirittura le travalica. Tessendo una ragnatela di inganni in un film che, in ultima analisi può essere letta come una brillante gigametafora del cinema horror.

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Attenzione però: non si tratta di solo mistero e non è un mero metagingillo: Quella Casa Nel Bosco è divertente, beffardo e spaventoso. Gronda sangue e risate, stordisce come un vuoto d’aria (malsana) che mozza il fiato.
Pura linfa vitale per un affiliato dell’horror-club, irresistibile tranello per chi ancora non lo è (e probabilmente lo diverrà, dopo la visione). La prima regia di Goddard è tecnicamente e artisticamente ineccepibile, pazza e cruda idea grandguignolesca.
Che, seppur nella sua originale ed istrionica veste, non rinuncia a citare i già citati capolavori del passato, nonché molti dei suoi protagonisti. Andando oltre, rinnovando (e stravolgendo) deiclichés, giocando con essi e situandoli in un contenitore tecnologicamente avanzato e diabolicamente inimmaginabile. Il miglior film horror dei tempi recenti.
Bando dunque alle nostalgie per i capolavori delle decadi lontane: ora avete il vostro cult, il vostro classico. Una bellissima “Casa” tutta vostra.

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